Orfanotrofio "Ciullo" in Castro agli inizi del Novecento


Abstract


En
Going back to the history of the "Ciullo" institute, in a country that at the end of the nineteenth century still lived on the margins, has a value of particular thickness and interest. Its realization was the spring, which has transformed a place and community with a gallery of characters, institutes and common people, who have marked the life of the resort in good and evil. It was the years when Castro's discovery by poets such as Perotti, painters with Stasi and Casciaro, of scientists like Breuil and Blanc, fused with the indomitable passion of don Gabriele Ciullo, the true protagonist of that historical phase, Where a small country, burdened with memories and misfortunes, drew the flight to modernity. Knowing the company's difficulties, he understood that the way of communication was indispensable vehicle for his project by creating an information body "Bulletin of the Santuario della Madonna di Pompei in Castro", on which the story of his initiative and the promotion of In a short time a Marian cult, which did not have the same not only in Salento. Gabriele Ciullo has surprisingly interpreted the hopes of this land, in a work of welcome and mercy, challenging adversity and distrust, to be told in detail, without ever denying its goal: to create a reception port for the girls Disenchanted and provide an instrument of providence of the Eternal. Reverting the vicissitudes, which have accompanied the realization of the pious work, means penetrating a little-known and submerged history of a community transited from the Middle Ages to the gates of modernity.<<>>Ripercorrere la storia dell'istituto "Ciullo", in un paese che a fine Ottocento viveva ancora ai margini, ha un valore di particolare spessore e interesse. La sua realizzazione ha rappresentato la molla, che ha trasformato un luogo e una comunità con una galleria di personaggi, istituti e gente comune, che hanno segnato nel bene e nel male la vita della località. Erano gli anni in cui la scoperta di Castro da parte di poeti come il Perotti, di pittori con Stasi e Casciaro, di scienziati come Breuil e Blanc, si è fusa con l'indomita passione di don Gabriele Ciullo, vero protagonista di quella fase storica, in cui un piccolo paese, carico di memorie e di sciagure, ha spiccato il volo verso la modernità. Conscio delle difficoltà dell'impresa, ha ben compreso che la via della comunicazione era indispensabile veicolo per il suo progetto, creando un organo di informazione "Bollettino del Santuario della Madonna di Pompei in Castro", su cui intessere la storia della sua iniziativa e promuovere in breve tempo un culto mariano, che non ha avuto eguali non solo nel Salento. Gabriele Ciullo ha interpretato in modo sorprendente le speranze di questa terra, all'interno di un'opera pia di accoglienza e di misericordia, sfidando avversità e diffidenze, raccontate minuziosamente, senza mai demordere dal suo obiettivo: creare un porto di accoglienza per le fanciulle diseredate e fornire uno strumento di provvidenza dell'Eterno. Rivivere le vicissitudini, che hanno accompagnato la realizzazione dell'opera pia, significa penetrare una storia poco nota e sommersa di una Comunità transitata dal lungo medioevo alle porte della modernità.

DOI Code: 10.1285/i20380313v22p247

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