Penitenza e pellegrinaggio al Crocefisso della Pietà di Galatone in antico regime


Abstract


En
The miraculous icon of the Crucifixion of the Pietà di Galatone, painted by a monk of the Monastery of St. Nicola di Pergoleto around the years of Turkish occupation of Otranto (1480), manifested itself to the community of Galatone in 1621 with clamorous miracles that caused a flow of Pilgrims from all over the province and beyond. So, the year after, the religious and civil authorities decided to build a chapel to protect the sacred icon. It was erected by master Pietrantonio Pugliese of Nardò and in May 1623 with the many offers collected he made a great feast for the finding of the Cross. Unfortunately, the church collapsed on February 2, 1683, reducing the icon to so many fragments. Immediately clergymen, gentlemen, and devout citizens, mobilized the community and started building a sumptuous temple that would invite the people and the pilgrims that grew more and more. The direction of Giuseppe Zimbalo, alias Zingarello, and the eye-catching scenery by Aprile Petrachi, sculptor of Melendugno, who built between 1696 and 1699, the cantor and the organ, the golden-leafed ceiling and the entrance door while Aniello Letizia's and many other artists' canvases, completed to create a monument which is one of the most admired of Salento, attracting praying crowds of pilgrims and penitents, in that temple of exuberant and spectacular theatrility in which Art was placed at the service of the Faith and the "pietas", also increasing religious tourism.<<>>La miracolosa Icona del Crocefisso della Pietà di Galatone, dipinta da uno ieromonaco del Monastero di S. Nicola di Pergoleto intorno agli anni dell'occupazione turca di Otranto (1480), si manifestò alla comunità galatea nel 1621 con miracoli clamorosi che determinarono un flusso di pellegrini da tutta la provincia ed oltre. Pertanto l'anno dopo le autorità religiose e civili decisero di far costruire una cappellina per proteggere la sacra icona. La eresse l'artefice Pietrantonio Pugliese di Nardò e già nel maggio 1623 con le molte risorse raccolte si fece festa grande per l'Invenzione della Croce. Purtroppo la chiesetta crollò il 2 febbraio 1683, riducendo l'icona in tanti frammenti. Immediatamente clero in testa, signori, e devoti cittadini, mobilitarono la comunità e avviarono la costruzione di un tempio sontuoso che invitasse alla pietà il popolo e i pellegrini che vi affluivano sempre più numerosi. La regia di Giuseppe Zimbalo, alias lo Zingarello, e la accattivante scenografia di Aprile Petrachi scultore di Melendugno, che vi costruì, tra 1696 e 1699, cantoria e organo, soffitto a lamelle dorate, porta di ingresso, le tele di Aniello Letizia e di tanti altri artisti, concorsero a realizzare un monumento tra i più ammirati del Salento, attraendo folle salmodianti di pellegrini e penitenti, in quel tempio di esuberante e spettacolare teatralità nel quale l'Arte venne posta al servizio della Fede e della pietas incrementando anche il turismo religioso.

DOI Code: 10.1285/i20380313v22p125

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