Contenzioso climatico: nuovi temi e nuove domande per le banche europee
Abstract
It
In un contesto in cui i climate litigants ricorrono sempre più spesso allo strumento del contenzioso per influenzare le politiche climatiche e accelerare la transizione ecologica, diviene essenziale interrogarsi sulle potenziali ricadute di tali dinamiche per gli enti creditizi. Il presente contributo analizza criticamente l'evoluzione del contenzioso climatico (climate litigation) e la sua crescente rilevanza per il settore bancario europeo, con particolare riferimento ai climate legal risks (CLR) e alla loro interazione con il quadro normativo e prudenziale dell'Unione Europea. Nell'articolo si distinguono due principali canali di esposizione delle istituzioni finanziarie ai CLR: l'esposizione diretta, che si realizza quando la banca è parte convenuta in un procedimento giudiziario; e l'esposizione indiretta, che deriva dal coinvolgimento di controparti, clienti o Stati in casi di contenzioso climatico. L'analisi di casi paradigmatici come Notre Affaire à Tous v. BNP Paribas e Milieudefensie v. ING evidenzia come il dovere di diligenza in ambito climatico si stia espandendo verso il perimetro di responsabilità delle istituzioni bancarie, imponendo una crescente attenzione alla coerenza delle strategie di finanziamento rispetto agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Il contributo dedica ampio spazio all'analisi del quadro normativo europeo, soffermandosi in particolare sulle disposizioni contenute in CRR3/CRD6, nella CSRD e nella CSDDD, nonché sulle misure di supervisione adottate delle autorità di vigilanza bancaria. Viene evidenziato come tali strumenti, pur mirando a rafforzare la trasparenza e la responsabilizzazione degli operatori finanziari in materia ESG, si inseriscano in un contesto regolatorio dinamico e talvolta contraddittorio, come dimostra il recente "Pacchetto Omnibus I". Quest'ultimo, nel tentativo di semplificare gli obblighi a carico delle imprese, rischia di rimuovere tout court o indebolire i presidi giuridici volti a prevenire e gestire i CLR, riducendo la certezza del diritto e aumentando l'eterogeneità interpretativa tra ordinamenti. In prospettiva, l'articolo sostiene la necessità di una strategia integrata per la mitigazione dei CLR, fondata su un duplice livello di intervento: da un lato, un rafforzamento del ruolo delle autorità di vigilanza nel monitoraggio giurisdizionale e settoriale del contenzioso climatico; dall'altro, l'adozione, da parte degli istituti bancari, di strumenti di valutazione del rischio, sensibili rispetto al rispetto contesto giurisdizionale e alla propria tradizione giuridica. Il carattere strategico e differito del contenzioso climatico impone una lettura sistemica e proattiva degli strumenti offerti dal Green Deal europeo e dal Sustainable Finance Framework, dalla normativa prudenziale UE, e del quadro regolatorio e processuale a livello nazionale. Attraverso tale ricostruzione, il presente contributo intende offrire una chiave di lettura aggiornata del fenomeno della climate litigation in ambito bancario, evidenziando come una gestione consapevole di tali rischi possa trasformarsi non solo in uno strumento di resilienza, ma anche in un vantaggio competitivo e reputazionale per gli operatori economici coinvolti.
En
In a context where climate litigants increasingly resort to litigation as a means to influence climate policy and accelerate the ecological transition, it becomes essential to examine the potential implications of such dynamics for banking institutions. This contribution critically analyses the evolution of climate litigation and its growing significance for the European banking sector, with particular reference to climate legal risks (CLR) and their interaction with the regulatory and prudential framework of the European Union. The article identifies two principal channels through which financial institutions are exposed to CLR: direct exposure, which arises when the bank is a defendant in judicial proceedings; and indirect exposure, which stems from the involvement of counterparties, clients or States in climate litigation cases. The analysis of landmark cases such as Notre Affaire à Tous v. BNP Paribas and Milieudefensie v. ING demonstrates how the duty of care in the climate context is expanding within the scope of banks' responsibilities, imposing increased scrutiny on the coherence of financing strategies with the objectives of the Paris Agreement. Considerable attention is devoted to the examination of the European regulatory framework, with particular focus on the provisions contained in CRR3/CRD6, the CSRD and the CSDDD, as well as on the supervisory expectations developed by banking supervisory authorities. It is noted that while these instruments seek to enhance transparency and accountability of financial actors in ESG matters, they operate within a dynamic and at times contradictory regulatory environment, as exemplified by the recent "Omnibus I Package." This package, in its attempt to simplify the obligations incumbent upon businesses, risks removing altogether or undermining the legal instruments designed to prevent and manage CLR, thereby reducing legal certainty and increasing interpretative divergence among jurisdictions. Looking forward, the article advocates for an integrated strategy to mitigate CLR founded on a twofold approach: on the one hand, strengthening the role of supervisory authorities in the judicial and sectoral monitoring of climate litigation; on the other, the adoption by banking institutions of risk assessment tools tailored to the relevant legal context and their own domestic legal traditions.. The strategic and deferred nature of climate litigation suggests that a purely quantitative approach to the measurement of CLR is inadequate, necessitating a systemic and proactive interpretation of the regulatory instruments provided by the EU Green Deal and the Sustainable Finance Framework, EU prudential regulation, and the national regulatory and procedural landscape. Through this analysis, the present contribution aims to offer an updated reading of the phenomenon of climate litigation within the banking sector, highlighting how a proactive management of such risks may become not only a tool of resilience but also a source of competitive and reputational advantage for the economic operators involved.
In un contesto in cui i climate litigants ricorrono sempre più spesso allo strumento del contenzioso per influenzare le politiche climatiche e accelerare la transizione ecologica, diviene essenziale interrogarsi sulle potenziali ricadute di tali dinamiche per gli enti creditizi. Il presente contributo analizza criticamente l'evoluzione del contenzioso climatico (climate litigation) e la sua crescente rilevanza per il settore bancario europeo, con particolare riferimento ai climate legal risks (CLR) e alla loro interazione con il quadro normativo e prudenziale dell'Unione Europea. Nell'articolo si distinguono due principali canali di esposizione delle istituzioni finanziarie ai CLR: l'esposizione diretta, che si realizza quando la banca è parte convenuta in un procedimento giudiziario; e l'esposizione indiretta, che deriva dal coinvolgimento di controparti, clienti o Stati in casi di contenzioso climatico. L'analisi di casi paradigmatici come Notre Affaire à Tous v. BNP Paribas e Milieudefensie v. ING evidenzia come il dovere di diligenza in ambito climatico si stia espandendo verso il perimetro di responsabilità delle istituzioni bancarie, imponendo una crescente attenzione alla coerenza delle strategie di finanziamento rispetto agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Il contributo dedica ampio spazio all'analisi del quadro normativo europeo, soffermandosi in particolare sulle disposizioni contenute in CRR3/CRD6, nella CSRD e nella CSDDD, nonché sulle misure di supervisione adottate delle autorità di vigilanza bancaria. Viene evidenziato come tali strumenti, pur mirando a rafforzare la trasparenza e la responsabilizzazione degli operatori finanziari in materia ESG, si inseriscano in un contesto regolatorio dinamico e talvolta contraddittorio, come dimostra il recente "Pacchetto Omnibus I". Quest'ultimo, nel tentativo di semplificare gli obblighi a carico delle imprese, rischia di rimuovere tout court o indebolire i presidi giuridici volti a prevenire e gestire i CLR, riducendo la certezza del diritto e aumentando l'eterogeneità interpretativa tra ordinamenti. In prospettiva, l'articolo sostiene la necessità di una strategia integrata per la mitigazione dei CLR, fondata su un duplice livello di intervento: da un lato, un rafforzamento del ruolo delle autorità di vigilanza nel monitoraggio giurisdizionale e settoriale del contenzioso climatico; dall'altro, l'adozione, da parte degli istituti bancari, di strumenti di valutazione del rischio, sensibili rispetto al rispetto contesto giurisdizionale e alla propria tradizione giuridica. Il carattere strategico e differito del contenzioso climatico impone una lettura sistemica e proattiva degli strumenti offerti dal Green Deal europeo e dal Sustainable Finance Framework, dalla normativa prudenziale UE, e del quadro regolatorio e processuale a livello nazionale. Attraverso tale ricostruzione, il presente contributo intende offrire una chiave di lettura aggiornata del fenomeno della climate litigation in ambito bancario, evidenziando come una gestione consapevole di tali rischi possa trasformarsi non solo in uno strumento di resilienza, ma anche in un vantaggio competitivo e reputazionale per gli operatori economici coinvolti.
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In a context where climate litigants increasingly resort to litigation as a means to influence climate policy and accelerate the ecological transition, it becomes essential to examine the potential implications of such dynamics for banking institutions. This contribution critically analyses the evolution of climate litigation and its growing significance for the European banking sector, with particular reference to climate legal risks (CLR) and their interaction with the regulatory and prudential framework of the European Union. The article identifies two principal channels through which financial institutions are exposed to CLR: direct exposure, which arises when the bank is a defendant in judicial proceedings; and indirect exposure, which stems from the involvement of counterparties, clients or States in climate litigation cases. The analysis of landmark cases such as Notre Affaire à Tous v. BNP Paribas and Milieudefensie v. ING demonstrates how the duty of care in the climate context is expanding within the scope of banks' responsibilities, imposing increased scrutiny on the coherence of financing strategies with the objectives of the Paris Agreement. Considerable attention is devoted to the examination of the European regulatory framework, with particular focus on the provisions contained in CRR3/CRD6, the CSRD and the CSDDD, as well as on the supervisory expectations developed by banking supervisory authorities. It is noted that while these instruments seek to enhance transparency and accountability of financial actors in ESG matters, they operate within a dynamic and at times contradictory regulatory environment, as exemplified by the recent "Omnibus I Package." This package, in its attempt to simplify the obligations incumbent upon businesses, risks removing altogether or undermining the legal instruments designed to prevent and manage CLR, thereby reducing legal certainty and increasing interpretative divergence among jurisdictions. Looking forward, the article advocates for an integrated strategy to mitigate CLR founded on a twofold approach: on the one hand, strengthening the role of supervisory authorities in the judicial and sectoral monitoring of climate litigation; on the other, the adoption by banking institutions of risk assessment tools tailored to the relevant legal context and their own domestic legal traditions.. The strategic and deferred nature of climate litigation suggests that a purely quantitative approach to the measurement of CLR is inadequate, necessitating a systemic and proactive interpretation of the regulatory instruments provided by the EU Green Deal and the Sustainable Finance Framework, EU prudential regulation, and the national regulatory and procedural landscape. Through this analysis, the present contribution aims to offer an updated reading of the phenomenon of climate litigation within the banking sector, highlighting how a proactive management of such risks may become not only a tool of resilience but also a source of competitive and reputational advantage for the economic operators involved.
Keywords:
Contenzioso climatico; Climate litigation risks; Normativa europea; Istituzioni bancarie; Finanza sostenibile; Climate litigation; Climate litigation risks; European legislation; Banking institutions; Sustainable finance
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